| Informare,
Relazionarsi, Vendere
Mi passerai la licenza poetica per il titolo, spero, se ti
dico che alla fine di quest'articolo avrai compreso alcuni
meccanismi fondamentali che governano il modo con cui una
e-mail…vende.
Inutile
negarlo: lo scopo di qualunque azienda sana -grande o piccola-
è vendere, produrre ricchezza.
Per sé, per i suoi azionisti, per pagare gli stipendi
ai dipendenti.
In senso lato -ma neanche tanto, visto il valore di alcuni
notissimi marchi- anche vendere la propria "immagine"
produce ricchezza.
L'arte della vendita è qualcosa che sta a mezza strada
tra l'arte e la scienza; una volta si esercitava con mezzi
tradizionali, mentre ora si dispone della telematica e tutti
pensano (e sperano) di vendere sfruttando questo mezzo dalle
mille virtù.
Osserva
che ho detto "mezzi", non "metodi";
questi ultimi, se vogliamo, sono rimasti molto simili a quelli
utilizzati nel mondo reale.
Lo vedremo meglio tra poco; ora lasciami introdurre qualche
altro elemento importante.
A
cosa puntano le tue e-mail?: a fare branding o
a convincere il cliente ad acquistare?
Premesso che spesso si finisce con il fare confusione e con
il non fare né l'uno né l'altro, è realmente
possibile prendere due piccioni con una…e-mail!
Ragioniamo
un momento….
A cosa può servire una pubblicità?
- ·
Informare
- ·
Convincere
- ·
Costruire relazioni
·
Tutte e tre le cose insieme
Esiste
una quinta possibilità -ahimè deprecabile, ma
pure in agguato- e cioè che l'e-mail in questione serva
ad essere miserevolmente "cestinata".
A meno che il tuo business non sia proprio quello di pulire
i cestini digitali
dovrai evitare di far ricorrere la quinta possibilità.
Quest'ultima, in genere, si verifica puntualmente se i destinatari
delle tue
e-mail capiscono che vuoi solo vendere loro qualcosa e che
-di fatto- stai solo facendo pubblicità.
Invece,
con la posta elettronica si può fare molto di più;
uno spot in TV dura 30 secondi e si limita ad informare e/o
a indurre all'acquisto.
Ma non può creare relazioni (mai forti come con la
posta elettronica) e -di conseguenza- non può nemmeno
fare tutte e tre le cose insieme.
E'
possibile indurre un cliente all'acquisto solo costruendo
con esso una relazione?
Che
tu ci creda o no, è possibile.
E dovresti indirizzare le energie che spendi nel realizzare
le tue pubblicazioni elettroniche, verso relazioni durature.
In ogni caso, l'e-mail è solo un tramite e in realtà
la relazione è
sempre tra persone, tra te e i tuoi lettori.
Lo
scopo di una campagna e-mail di successo non consiste nel
vendere ma nel costruire una relazione solida con i tuoi lettori.
Vedi? Ho detto lettori, non clienti!
Solo se ti applicherai con metodo, correttezza e costanza,
potrai vederli trasformarsi in clienti.
Capisco
che puoi avere qualche perplessità e che l'obiettivo
ti sembra lontano se non irragiungibile eppure, più
si consolidano le relazioni tra te ed i tuoi lettori, più
questi ultimi saranno propensi ad essere "attivi".
Ovvero, non più solo passivi lettori.
E più stuzzichi nel modo giusto questa "propensione
ad attivarsi", più "azione" vedrai da
parte loro.
Azione, qui, ovviamente non significa ancora che avrai conquistato
il loro portafogli, ma che ti ci stai "avvicinando".
LA
STRATEGIA E' MADRE DELLA TATTICA...
...e
la tattica figlia della strategia!
Ecco,
il titolo di questo paragrafo svela una grande verità.
Tanto grande, tanto evidente che a volte, paradossalmente,
passa inosservata!
Da
qualche altra
parte, qui su Zotware, devo già averti raccomandato
che domande dovresti porti, prima di intraprendere una crociata
via e-mail.
Mi permetto di ricordartene alcuni più importanti:
Quale
obiettivo ti proponi di raggiungere con la tua campagna e-mail?
La
campagna e-mail che stai per mettere in atto, riflette(ra')
i tuoi propositi?
La
strategia, di fatto, dovrebbe metterti in condizione di:
-
Dire la cosa giusta
-
Nel modo giusto
-
Al momento giusto
-
Alla persona giusta
Ho condensato il nocciolo della questione, ma i quattro punti
cruciali appena citati, al momento della effettiva realizzazione
della campagna e-mail, si espandono a loro volta in una miriade
di micro attività che richiedono tutte la medesima
cura certosina.
L'email marketing in sé non è una cosa dell'altro
mondo, ma non ammette "distrazioni".
Se mi permetti una metafora, attraverseresti la strada leggendo
il giornale?
Come dici?… Sono stato "troppo" metaforico"?
Ricorda: se devi attuare una campagna e-mail, fallo nel migliore
dei modi o non farlo affatto.
Sono i tentativi condotti in modo eccessivamente disinvolto,
che poi creano intorno all'e-mail marketing un'aura negativa.
E invece, dall'e-mail marketing si possono ricavare notevoli
soddisfazioni su tutti i fronti (portafogli incluso!).
Fine della parentesi filosofica, torniamo alla pratica.
LA
COSTRUZIONE DEL MESSAGGIO
E'
sicuramente la prima cosa a cui pensare. In maniera più
blanda, te l'avevo anticipato anche in quest'altro
articolo.
Ad ogni modo, riassumiamo ed ampliamo il concetto:
- Definisci
il tuo messaggio
- Allinea
il linguaggio che usi al pubblico cui ti rivolgi e tutto
il messaggio
In funzione della fase specifica del processo in cui ti
trovi.
Gia', ma quali sono le fasi? Hai mai sentito nominare l'acronimo
AIDA?
Più avanti te ne parlo, per ora prendine nota, non
dimenticartene!
- Se
necessario, cambia le parole ma non il messaggio
- Costruisci
i nuovi messaggi, sulla base di quelli precedenti
- Verifica
i progressi che fanno (in che misura si rafforzano)
le tue relazioni con il pubblico.
Tutte
le macro attività sin qui citate, vengono ulteriormente
frammentate in micro attività di cui in un prossimo
(molto prossimo, abbi fede!) articolo, ti fornirò un
elenco essenziale ed irrinunciabile.
Voglio
solo spendere qualche parola sull'ultimo punto, ovvero come
verificare i progressi delle relazioni con il tuo pubblico.
La misurazione dei risultati ottenuti da una qualunque pubblicazione
via e-mail non è poi così oggettiva come si
potrebbe pensare.
Certamente, ci sono dati oggettivi che sono gli stessi per
tutti, come ad esempio, quanti lettori hanno fatto clic su
un certo link contenuto in una
e-mail, ma la relazione non consiste certo solo in questo.
E' vero, quel dato lettore avrà magari ciccato il link
"per fiducia" nei tuoi confronti che glielo avevi
suggerito, indicato, ma non basta.
Una
misurazione efficace si basa essenzialmente sulla proposizione
che esprime i tuoi obiettivi.
Anzi, il tuo obiettivo; uno solo.
Perché altrimenti, sarebbe davvero difficile "isolare"
gli effetti in base ad una causa complessa.
Se
vuoi portare i tuoi lettori a frequentare più spesso
un forum, sarà il numero di messaggi scritti nel forum
a darti una misura della bontà del tuo intervento,
misurandone la quantità o la qualità oppure
la frequenza, prima e dopo della sollecitazione in e-mail.
Se
vuoi che i lettori prendano visione più spesso
degli articoli che hai in catologo, dovrai misurare numero
di accessi e tempi di permanenza su ogni pagina del catalogo,
ovviamente sempre prima e dopo l'e-mail di sollecito, al fine
di avere un metro di riferimento.
E
se non vuoi avere un metro di riferimento a priori, puoi
sempre fissare arbitrariamente -purché ragionevolmente-
un obiettivo da raggiungere, quantificarlo secondo le tue
proprie metriche e verificare solo a posteriori, entro un
dato intervallo di tempo, se le condizioni poste a priori
sono verificate o no.
Come vedi, l'email marketing è più scienza che
fantascienza.
Riusciranno
i nostri eroi a dispiegare la loro prima campagna e-mail?
Lo sapremo nella prossima puntata!
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