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Nella
prima parte di
questo articolo ho enfatizzato l'importanza della corretta
costruzione di un messaggio.
Ti ho invitato a definire il messaggio, a cambiarne le parole
ma non il senso, a costruire i messaggi successivi in maniera
coerente con i precedenti.
Ora,
esaminiamo i momenti chiave di un processo di vendita.
Il
potenziale acquirente entra in contatto per la prima volta
con te, il venditore.
Come avrai solleticato la sua ATTENZIONE
dipende ovviamente dai messaggi iniziali, che -spero-
avrai confezionato in modo tale da assolvere allo scopo.
E quindi, dotati di "subject" sufficientemente
attraente da farmi aprire l'e-mail e di contenuto carico di
promesse.
Abbiamo dunque una fase conoscitiva, reciproca.
Ma mentre in un negozio "reale" posso desumere molte
cose dall'aspetto e dai comportamenti di un cliente, in rete,
questo è più difficile.
Ciò non toglie, che se ho 5000 iscritti alla mia newsletter,
è improbabile che siano tutti solo ed esclusivamente
concorrenti in vena di monitoraggio!
Molti, saranno effettivamente persone interessate a conoscere
più in dettaglio, a capire come funzionano, cosa offrono
i miei prodotti, per valutarne un eventuale acquisto.
Nelle
e-mail che invii in questa prima fase, per attirare l'attenzione
dei lettori ricorda:
-
La tua mail deve provenire da una persona, non da un nome
di fantasia o dal nome di una organizzazione.
-
Va bene mariella@divani_da_sogno.com
mentre è molto peggio fabbricadivani@tappezzerie.com
- ed
ancor peggio
"divaniregalati"
-
Qualunque sospetto deve dissiparsi nel leggere la linea del
"subject":
per
raggiungere questo risultato, scrivila breve cercando di rimanere
entro i 30-40 caratteri e facendo in modo che le parole
"chiave" non siano le ultime della riga del subject.
Condensando il concetto, il subject deve essere, tutto ad
un tempo, interessante, di immediata
comprensione, convincente,
invitante, rassicurante.
Lo so che non è così facile, ma se lo fosse
dove starebbe il merito di riuscirci?
Evita nel modo più assoluto parole che possano far
scattare filtri anti-spam (i maggiori provider ne fanno uso)
o -peggio ancora- che possano indurre sospetto e sfiducia
nel lettore.
Quindi, parole come GRATIS, REGALO, GRANDIOSA OPPORTUNITA'
e simili, vanno assolutamente evitate.
Qualcuno, furbamente, prova a scrivere ogni volta con caratteri
diversi cose come #/#GRATIS#\# e simili ma si tratta di mezzucci
che già al primo sguardo del lettore rivelano un tentativo
di inganno e il dito del lettore è lì, pronto
sul tasto DELETE...
Insomma, non è roba per te che mi stai leggendo e che
vuoi lavorare onestamente e seriamente.
Ti
suggerisco di scrivere il subject solo dopo aver scritto
il testo della e-mail.
Non
dimenticare, di controllare cosa si "vede" nella
finestra di anteprima dei piu' diffusi client di posta
elettronica.
Prova almeno con Outlook, Netscape, Eudora, e con tutte (beh,
quasi tutte!) le webmail presso cui sai che i lettori potrebbero
riceverti.
Nella
fase successiva sei sempre tu che devi fornire informazioni,
suscitando l'INTERESSE
del tuo lettore nei tuoi prodotti.
Puoi farlo in molti modi:
-
facendo parlare clienti soddisfatti dei tuoi prodotti
-
presentando suggerimenti di impiego utili
-
versatilità d'uso dei prodotti
-
unicità di un certo servizio
In generale, ricorda che le persone non acquistano quasi mai
sulla base di una fredda scheda tecnica ma si domandano sempre:
"può questo prodotto risolvermi questo problema?"
oppure
"ci guadagno o ci risparmio qualcosa?"
o -ancora-
"contribuisce a migliorare la mia immagine o a rappresentare
il mio status?"
Dopo la seconda tornata di invio di posta, potrai iniziare
a farti un'idea di quanto interesse hai messo in moto in almeno
due modi:
1) contando i click che avrà ricevuto la pagina
web dedicata agli approfondimenti e il cui URL-ovviamente-
avrai provveduto ad indicare chiaramente e in zona strategica
nella tua e-mail
2) vedendo in quanti ti scriveranno direttamente, per
approfondire di persona.
A
questi ultimi occorre rispondere entro breve tempo e con la
massima cortesia possibile; un cliente perduto perché
maltrattato andrà in giro a fare una cattiva pubblicità.
Meglio allora perderne uno che non acquista, ma che almeno
possa dirsi soddisfatto del trattamento ricevuto.
Nelle e-mail che invii in questa fase, per suscitare l'interesse
dei lettori ricorda:
Il
campo FROM (da) deve continuare ad indicare una persona,
meglio se sempre la stessa Mariella di cui al punto precedente.
Il
campo TO (a) deve essere diretto al singolo (esistono
sistemi di gestione newsletter che consentono di personalizzare
il campo "to").
Se
il tuo sistema di gestione newsletter consente la personalizzazione,
fanne un uso appropriato.
E' vero che si puo' utilizzare il nome di battesimo di un
cliente potenziale, iniziando la mail con un "Caro <nome_cliente>"
ma spesso, le persone si registrano con un soprannome o con
una sigla o un nome di fantasia.
In questo caso, spedire una e-mail che conterrà un
inizio del tipo: "Caro Uomo-Tigre" farà molto
probabilmente ridere il destinatario…
Molto
meglio, allora, utilizzare un appellativo comune al pubblico
di riferimento in oggetto e dire "Amanti del buon riposo",
sempre rimanendo in tema di divani.
Vai al sodo subito! I concetti, fai sempre in tempo
ad espanderli successivamente, nella mail o rimandando agli
approfondimenti sul sito o invitando i lettori a scriverti
direttamente.
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<azz>"..ci
fa piacere vedere che volete saperne di più del
nostro aspiratutto.
Eccovi dunque ulteriori dettagli utili."</azz>
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Il
testo della mail vera e propria deve assolutamente essere
allineato a quanto avrai scritto nella linea del "subject";
le persone non amano essere prese in giro o essere disorientate.E'
anche opportuno ricordare ai lettori in quale fase si trovano
(siamo ancora all'interesse e dunque altri dettagli non guastano).
Sarà sufficiente una frase come quella nel riquadro
qui sopra:
Desiderio:
chi era costui?
Dopo aver catturato l'attenzione ed aver solleticato
l' interesse dei lettori, puoi
iniziare a pensare a come fargli desiderare il tuo prodotto
o servizio. In questa fase puoi sbizzarrirti parecchio, ma
sempre tenendo presente che ogni mercato ha le sue peculiarità:
se una vettura di grossa cilindrata si acquista per identificarsi
con una elite, non altrettanto possiamo dire delle motivazioni
che spingono all'acquisto di un gadget come un cappellino
o una maglietta griffata.
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<azz>ricordati
che devi controllare cosa vedi nei riquadri di anteprima
dei vari client di posta, in ogni fase di collaudo e
produzione….</azz>
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Per far desiderare ai tuoi lettori di possedere il tuo prodotto;
insisti sui BENEFICI REALI e non perdere troppo tempo
a decantare le qualità intrinseche dei materiali utilizzati
per la costruzione della tua stupenda poltrona per artritici.
Digli che leggere il giornale da seduti, per loro non sarà
più né un sogno né un incubo!
Nelle
e-mail relative a questa fase, parla dei LETTORI, ai
LETTORI, per i LETTORI non di te o della tua azienda
o dei tuoi mezzi di produzione.
E ancora, e' in questa fase che occorre tutta la tua abilità
nel creare delle vivide immagini mentali, nello stimolare
l'immaginazione del lettore fino a farlo sentire al centro
dell'azione, parte di essa o -meglio di tutto- protagonista
assoluto.
Le
persone comprano perché i loro acquisti conferiscono
loro un certo status o perché quel certo prodotto risolve
loro un problema.
Di volta in volta, dunque, dovrai far leva sul senso di appartenenza,
su fenomeni di aggregazione di massa, sui "rituali"
(es.: acquisto prima auto per un neo-patentato o kit di giardinaggio
per neo-pensionati).
A
mio avviso, strategie subdole, al limite del subliminale o
sfacciate, non pagano come dovrebbero, specie sul lungo termine.
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<azz>Puoi
ingannare un cliente mille volte
Puoi ingannare mille clienti una volta
Ma non puoi ingannare tutti i clienti per sempre</azz>
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Per
capirci, quello a sinistra è uno dei tanti proverbi
che ruotano intorno al marketing...
A
questo punto, il tuo lettore ha in mano tutti gli elementi
di valutazione per il suo acquisto; conosce il prodotto, sa
com'e' fatto, quanti usi potrà farne e che benefici
ne ricaverà.
Conoscerà sicuramente anche il prezzo, ma se
le mollette
ATTENZIONE,
INTERESSE e
DESIDERIO
saranno state fatte scattare, è molto probabile che
la fase successiva porti
-finalmente- il tuo lettore all'AZIONE
e quindi a diventare cliente.
Un
invito ad agire, ad ogni modo, non si realizza banalmente
con un super inflazionato "Acquista Subito!".
Il processo di acquisto non è lo stesso per tutte le
menti e poiché il tuo obiettivo consiste nel massimizzare
gli effetti della tua campagna e-mail sii previdente; offri
vie d'uscita (links) sia per chi agisce d'impulso o comunque
ha un processo decisionale rapido ed anche una per chi invece
reagisce più lentamente.
La cosa da evitare, giunti di fronte all'AZIONE, è
l' intervenire di un blocco, l'interrompersi di quello stato
di grazia mentale che accompagna i tuoi lettori verso un acquisto
sereno e consapevole.
Recuperarli da un blocco simile in una situazione della vita
reale è dfficile, ma in rete, è praticamente
impossibile.
Per condurli alle pagine di acquisto, non utilizzare link
grafici ma testuali e fai uso di frasi che contengano
verbi imperativi seguiti da un beneficio (es.: Acquista qui
e goditi subito il tuo nuovo gioco !).
Fai in modo che il processo con cui li prendi per mano e li
conduci all'acquisto sia SEMPLICE (evita stranezze
e giochi tecnologici, soprattutto) e sempre CHIARO.
Non
puoi permetterti di confondere le idee al tuo ormai prossimo
cliente proprio mentre ha quasi il denaro in mano.
Una volta all'interno delle pagine di acquisto del sito, ogni
volta che metti un link che invita ad acquistare, usa in modo
appropriato tutti i mezzi che possono rassicurarlo sulle modalita'
d'acquisto, sulle garanzie relative all'acquisto, e sui benefici
del prodotto, servendoti magari di testimoni (clienti soddisfatti,
reali benefici derivanti dall'uso).
Bene, a questo punto, avrai capito perché nel titolo
di questo articolo appare un "imbuto" che -come
puoi leggere- si sta' restringendo sempre più…
| Nella
pratica (vedi anche diagramma a destra) la fase dell'AZIONE
è la più critica, in cui si registra un
elevato tasso di mortalità di possibili acquisti.Ci
sono parecchi elementi che concorrono alla perdita dei
clienti prima che giungano alla cassa. |
|
Di seguito, te ne indico alcuni: |
- i
link presenti nella tua e-mail conducono nel luogo sbagliato,
nel tuo sito, rispetto a quella che era la proposta tanto
ben confezionata in e-mail.
- I
link conducono al posto giusto, ma poi il cliente è
abbandonato bruscamente a sé stesso.
- Se
usi e-mail in formato HTML con una certa impostazione grafica,
fai in modo che poi, arrivando sul tuo sito, il cliente
non abbia la sensazione di essere arrivato nel posto sbagliato.
Peraltro, non va bene nemmeno avere una e-mail HTML che
sia copia conforme del sito: il cliente non distinguerebbe
più dov'è!
Come
al solito, "la virtù sta nel mezzo".
Alla
perdita fisiologica di potenziali acquirenti, dovuta ad una
erronea o superficiale implementazione e/o integrazione dell'e-mail
con il sito, concorrono altri fattori, durante le fasi di
ATTENZIONE, INTERESSE, DESIDERIO ed AZIONE
già esaminate.
Ti riassumo il tutto con una tabella.
Stampala, ritagliala ed inizia a costruirti il "tuo"
percorso mentale verso l'e-mail marketing.
La terminologia usata in tabella è in inglese: è
bene abituarsi a questa terminologia che è quella "standard"
anche nel mondo del marketing reale.
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TIPOLOGIA
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DESCRIZIONE
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STRATEGIA
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| SUSPECTS |
l'insieme
di tutti, i potenziali acquirenti dei tuoi prodotti e/o
servizi. |
con
la tua campagna e-mail cerchi di ottenere la loro ATTENZIONE
e fare quindi una prima scrematura che ti consenta di
accertare chi, di tutti i potenziali, è effettivamente
interessato ai tuoi prodotti/servizi. |
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| PROSPECTS
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Tutti
i SUSPECTS che abbiano espresso attivamente interesse
verso i tuoi prodotti/ servizi. |
con
le tue e-mail devi cercare di guadagnare il loro INTERESSE,
in modo da poter rifinire la qualificazione e in modo
da poter identificare gli elementi che pesano in un senso
o nell'altro nelle loro decisioni.
In questa fase, puoi anche accertarti delle loro reali
necessità. |
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| LEADS |
i PROSPECTS entro i quali si è messo in moto un
meccanismo di decisione per l'acquisto dei tuoi prodotti/servizi |
E'
qui che va stimolato il DESIDERIO, in modo che tu possa
convalidare le tue ipotesi di partenza ed iniziare a studiare
il loro stile negoziale le questioni che per loro costituiscono
"punti di non ritorno" |
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| BUYERS |
sono
i LEADS che hanno avuto un abboccamento negoziale con
te e che -in linea di principio- vorrebbero davvero acquistare
ma ancora non si non decisi. |
Devi
portarli a tu per tu con l'AZIONE, al fine di verificare
le tue assunzioni iniziali e correggere -se necessario-
eventuali imperfezioni lungo l'imbuto che porta all'acquisto.
Ad ogni modo, è qui che si chiude o meno la vendita.
Quando dico "si chiude", intendo ovviamente
che… si è appena aperta! |
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| CUSTOMERS |
coloro
che hanno pagato i tuoi prodotti/servizi |
Queste
sono le persone più importanti per te, quelle che
devi evitare in tutti i modi di perdere, visto che, -solo
con questa chiacchierata- ci sono volute diverse pagine
per acquisirli e che sarebbe invece ora, che le tue fatiche
fossero ricompensate!
Per non perderli ed avere l'opportunità di vederli
di acquistare di nuovo o di poter instaurare con loro
addirittura processi di cross-selling e up-selling ti
devi assicurare che siano SODDISFATTI |
La soddisfazione è qualcosa che si costruisce
gradualmente, attraverso tutto il processo AIDAS (Attention
- Interest- Desire - Action - Satisfaction)
che abbiamo esaminato in queste due puntate.
Il tuo lettore dovrà essere soddisfatto di come ti
sarai posto nei suoi confronti, di quali e quante informazioni
avrai voluto fornirgli, della cura che avrai messo per farlo
sentire a suo agio lungo tutto il processo di decisione ed
acquisto.
Puoi
verificare tutto ciò a priori, sperimentando internamente,
prima di dare alla luce la tua campagna di e-mail marketing
e collaudando sempre tutto, senza mai lasciare le cose al
caso.
Devi dare più di quanto i clienti si aspettano e questo,
in teoria, può esser fatto molto semplicemente, tenendoti
"sotto la guardia" del tuo massimo.
Ma qualche volta dovrai davvero dare di più e vedrai
che tornerà a tuo vantaggio.
Se i clienti si aspettano di rimanere soddisfatti, tu devi
necessariamente puntare all'eccellenza.
Dare di più, in moltissimi casi, non significa chissà
che cosa; spesso, troppo spesso, sarebbe sufficiente rispondere
tempestivamente ad un possibile cliente che chiede informazioni
specifiche invece di farlo attendere giorni, quando magari
si sarà già diretto da un altro fornitore
e -con ogni probabilità- lo avrai perduto per sempre
Anche
per stavolta e' tutto. Ti invito a dare di nuovo uno sguardo
al diagramma che ti ho mostrato in
precedenza.
Osserva bene, e vedrai che la "caduta del traffico",
fa riferimento a un ipotetico percorso dalla Home Page
alla Cassa Virtuale di un sito.
Pensandoci bene, ci sarebbe un modo per ridurre significativamente
quelle perdite così ingenti di visitatori e di potenziali
acquirenti?
La risposta è affermativa, anche se -come al solito-
non esistono ricette miracolose o che possano essere brutalmente
copiate.
In parte, si può evitare l'abbandono del sito da parte
dei visitatori mettendo in pratica i consigli che ti ho dato
in questo articolo.
Si può fare di meglio?
Per il momento ti lascio questa risposta come "compito
a casa"; se vuoi, scrivimi
e parlami delle esperienze che hai già fatto a tal
proposito o di come pensi che il problema si possa risolvere
con successo.
In un prossimo articolo, dedicato alle "landing pages"
ti proporrò la mia soluzione.
A
presto!
P.S.
Non perdere l'occasione di confrontarti con gli altri
lettori di Zotware.
Inviami i tuoi punti
di vista, domande, esperienze.
Le questioni di interesse generale saranno ospitate nella
newsletter Zotty.
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