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Intervista sui blog aziendali a
Daniela Zanette
(Puiatti.com)

Parliamo di blog aziendali attraverso un'intervista/case history relativa al blog messo on-line dall'azienda agricola Puiatti.
Che ha trovato il modo di mettere in comunicazione, seduti a un tavolino virtuale, il vino, e i suoi estimatori con le loro emozioni.…

Pasquale Alfano
Redazione Zotware
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"il blog è una goccia nel mare, ma vale la pena di salire".
Così Daniela Zanette, responsabile marketing dell'azienda agricola Puiatti ha voluto chiudere l'intervista in merito ai blog ed al loro utilizzo in azienda.
La Puiatti fa uso di un blog sul quale il pubblico ha facoltà di commento e dunque può interagire, ma il mittente è un'azienda, che ha affidato alla penna di Daniela la sua comunicazione e l'incarico di costruire una relazione di fiducia con i visitatori.
Voi che leggete, vi dissociate o condividete questa conclusione?

Prima di rispondere, vediamo cosa è possibile realizzare con lo strumento in questione.

Inizio quindi con il discorso più tenico su RADIO USER LAND riportandole in lingua originale le definizioni di questo prodotto, estratte dal sito di Radio, dice Daniela.


 

" Radio Userland is an easy-to use Weblog tool that runs on your desktop. Radio will automatically build your weblog, organize and archive your posts and publish it to the Web in minutes. It takes all of the hassle out of website publishing so you can focus on writing, posting pictures, and linking to sites you like."
Un sistema editoriale quindi che gestisci autonomamente senza dover conoscere il linguaggio html.
Riporto inoltre le parole del CEO di Radio, cioè Mr. DAVE WINER (giugno 2001)
"Radio is a News aggregator. A news aggregator is a software that periodically reads a set of news sources, in one of several XML- based formats, finds the news bits, and display them in reverse- chronological order on a single page".


Il blog, è ormai uno strumento molto diffuso tra privati, comuni cittadini o noti professionisti che -avendo qualcosa da dire- hanno scelto questo mezzo piuttosto che un forum o un sito.
Il blog infatti racchiude in sé molte caratteristiche dell'uno e dell'atro ma salvaguarda chi lo scrive dall'apparire scostante negli aggiornamenti (si scrive quando si ritiene di avere qualcosa di importante da dire) e chi lo legge, dal sentirsi tenuto a distanza da toni troppo formali; chiunque, infatti, può di solito esprimere la propria opinione in risposta ad un intervento del titolare del blog.

Zotware: "Il mondo inizia ad essere pieno di blog ed è dunque lecito chiedere perché si legge il blog di Tizio piuttosto che quello di Caio?"


Zanette: …si auspica di instaurare un rapporto il più personale possibile con il visitatore del sito attraverso il blogger che ha un'identità non solo aziendale- come nel mio caso- ma narrativa. Un rapporto simile a quello che si instaura tra il lettore di un giornale ed una particolare testata.

Perché uno compra il Corriere, piuttosto che Il Foglio, o Repubblica o Il Manifesto ecc? Perché desidera sapere ciò che ha scritto quel determinato giornalista in quel determinato giornale. Si legge Feltri o Ferrara, o Sofri, o Sergio Romano o Eco o chi per loro perché, in qualche misura, ci si riconosce nelle loro idee o nel loro modo di comunicare.

Si legge un blog perché si è "fedeli" all'opinione del blogger o- più banalmente- si è curiosi di confrontarsi con una determinata posizione e c'è l'opportunità di interagire lasciando traccia di sé, delle proprie posizioni, nelle caselle di commento."

Se questo è vero tra persone comuni, è molto probabile che un'azienda, dotandosi di una voce non formale, non distaccata ma emotivamente coinvolgente, possa beneficiare da un simile atteggiamento nel rivolgersi ai propri clienti attuali e potenziali.

Ma se fosse tutto qui, allora -potreste obiettare-anche altri strumenti (un forum, ad esempio) potrebbe fare al caso. Sappiamo bene che la fede si accresce solo se c'è il dubbio, ma nella fattispecie non intendiamo lasciare i suoi lettori alle prese con questo dilemma.

Zotware: "come mai un blog e non un forum? è una scelta dettata dal trend del momento o il blog è davvero così diverso da un forum?"

Zanette:
"Premetto che Elisabetta Puiatti è, con il fratello Giovanni, titolare dell'azienda ma con un ruolo fondamentalmente amministrativo. Si rende comunque partecipe alle attività di marketing e PR e partecipa attivamente alle manifestazioni legate alla promozione dei nostri vini.
La scelta del nuovo sito è stata dettata dall'esigenza di marketing -che la proprietà ha condiviso e supportato- di voler costruire un canale di promozione, comunicazione e, non si nega, vendita, anche se non direttamente con e- commerce, parallelo a quello già esistente in azienda.

L'Azienda Agricola Giovanni Puiatti ha una rete vendita su tutto il territorio italiano che interagisce con il cliente intermedio- cioè con la ristorazione, la grande distribuzione, la piccola distribuzione (enoteche, bottiglierie, grossisti).

Attraverso il nuovo sito si desidera affiancare questo solido metodo di lavoro ad uno strumento diverso indirizzato al cliente finale, a colui che va al ristorante, all'enoteca, al supermercato e richiede i vini Puiatti.


Abbiamo dunque scelto la tecnologia Evectors- Radio Userland (http://www.evectors.it di cui segnaliamo per i più interessati all'approfondimento, il blog di Paolo Valdemarin , Ceo di e-vectors ed attivo sviluppatore e conferenziere in ambito blog e "collettori di conoscenza") poiché crediamo nel servizio offerto da questa azienda, un servizio a 360° di comunicazione in rete, non di mera installazione di un programma piuttosto che di un altro.

Last but not least, la comunità dei webloggers ci offre grosse opportunità di crescita culturale aziendale e di nuovi contatti commerciali. La rete parla già di vino, in lungo e in largo, ma l'Azienda Puiatti parla dei suoi vini con un weblog, un diario quotidiano che ha fatto sì che noi, ad esempio, siamo qui a conoscerci a confrontarci.
Ed è questo che i Puiatti desiderano.
Il weblog ci aiuterà a dare non solo informazioni ma ad instaurare un rapporto di fiducia con i nostri nuovi visitatori in rete."


Zotware: "La comunità dei webloggers: offre opportunità di crescita culturale e su questo siamo d'accordo.
Ma dal punto di vista "contatti commerciali" come funziona la cosa? Con un semplice scambio di "feed RSS", e quindi confidando nella numerosità dei blogs esistenti o avete pensato a interventi più mirati, in tal senso?

Zanette:
I weblog nascono come diari personali, luoghi di scambio di idee sociali, politiche, economiche, tecnologiche, scientifiche ecc.; molti di essi sono gestiti da liberi professionisti, ma anche da religiosi o ex "Maurizio Costanzizzati" come la "pia- bionda-tuttologa" Cassiani o da soldati al fronte- come si evince da un interessante articolo su La Repubblica (trovare link).

Insomma una fauna davvero eterogenea. Parlare quindi di segmentazione di mercato e perciò di target, di intervento mirato, risulta davvero complesso. Se abbiamo "ucciso la casalinga di Voghera"- come diceva una nota campagna pubblicitaria che ironizzava sulle decisioni d'acquisto- e se è vero che il marketing come lo si intendeva negli anni '80 è morto, anche il concetto di segmento di mercato non sta troppo bene.

Intendo dire: sei tu un potenziale cliente Puiatti?
Hai forse un parente che abbia mai bevuto i nostri vini?
Hai mai regalato o pensato di regalare un nostro vino ad un amico?
Rientri insomma nel segmento "maschio- tra - i 30- e - i- 55 anni- di- cultura- medio alta- conoscitore - del prodotto vino" ergo nostro target?
Forse sì, forse no.

Si tratta di scambiarsi idee in un'ottica di arricchimento reciproco e in questo senso, se avrai un buon ricordo del nostro dialogo online, ricorderai positivamente ciò che siamo qui ad offrirti.


Zotware:"Puiatti intende fare esperimenti di e-commerce anche nel B2C o attivare un canale elettronico alternativo (o parallelo) *solo* per il cliente intermedio?
Te lo chiediamo, perché in fondo, i tuoi post sul blog ben si prestano anche ad incuriosire ed attrarre il consumatore finale.
Al quale però, non viene ad esempio dato sapere dove reperire una bottiglia targata Puiatti".

Zanette:
Niente e-commerce nel B2C per ora.
Il bello di questo nuovo sito è dato dal fatto che le sezioni, dette in gergo "stories", possono- e devono- essere aggiunte nel tempo, così come da un villaggio si sviluppa la città con la sua periferia, così da un sito iniziale, si sviluppa una vera e propria azienda online, con i suoi reparti, le sue filiali ecc.

Mi hai anticipato con il discorso della guida ai ristoranti o alle enoteche dove reperire i nostri vini. Ci stiamo lavorando, come stiamo lavorando ad altre sezioni: quella che descriverà i rapporti con l'estero, ad esempio.


Zotware: Cosa faresti per dare maggior risalto alla partecipazione da parte del pubblico (i "commenti", intendo) sul blog?
Se i visitatori partecipano, ciò è anche immediatamente visibile ad altri visitatori, con evidente, possibile ed auspicabile effetto volano.
Ma il fatto che non partecipino attivamente, non pregiudica la crescita della fiducia nel marchio Puiatti e quindici chiediamo: Puiatti, attraverso il suo weblog, pensa di incrementare in qualche modo anche i contatti e le vendite o preferisce utilizzare il mezzo per scopi di brand awareness / brand marketing?

Zanette:
Un sito e un blog devono essere soprattutto simpatici, accattivanti, diversi. Ed è per questo che limito la cronaca e cerco di trasmettere un emozione in primis, al di là degli ovvi passaggi obbligati- vedi schede tecniche o descrizione aziendale.

Desidero che leggendo il blog, il visitatore inizi a far frullare le meningi e si ricordi di noi per avergliele fatte frullare.
Se la gente vuole cultura sul vino, ci sono infiniti modi per raggiungerla, dai corsi AIS alle degustazioni, ai programmi televisivi, ai testi di settore.
L'importante è non annoiarsi.

Per una campagna di "brand awareness" dovrei chiedere un budget di circa 500.000 Euro all'anno per almeno 4 anni. E rischierei l'immediato licenziamento per la sola richiesta.
E non è la strada che intendiamo percorrere ora.

Zotware:
Tornando alla fidelizzazione, come pensi di misurarla? Rispetto a quali parametri?
Hai valori di riferimento già esistenti e comparabili o è tutto da inventare?
In tal senso, Puiatti, si è posto un obiettivo che sia in qualche modo un indicatore di successo di questa strategia comunicativa?
Un'eventuale misurazione dei risultati ottenuti dal blog, può/deve essere integrata alle statistiche sugli accessi o le cose viaggiano in maniera completamente autonoma, a tuo avviso?

Zanette:
Misurazione. Siamo partiti da poco e fra un anno, potremmo valutare le statistiche di traffico registrato sul sito ed ugualmente non aver misurato un bel niente.
Intendo dire, quello che gli inglesi chiamano "word of mouth" è misurabile?
Il passaparola insomma, che peso ha?

Potrò sicuramente dimostrare a Puiatti il numero di pagine visitate e potrò disegnare un grafico per analizzare poi i periodi in cui le pagine sono più visitate ed i periodi in cui- diciamo per dire- Ferragosto, la gente se ne sta in spiaggia con la famiglia e del sito se ne lava le mani.

In base a questa analisi si prenderanno poi in futuro determinate decisioni per ottimizzare il lavoro. Il lavoro di statistica e di analisi è comunque post factum.
Il blog invece ha una natura in sé diversa. Posso dimostrare che il post del giorno ha attirato 2-3-5 commenti, ma non posso provare che un visitatore più timido ha letto tutti i posts ma non ha desiderato lasciare traccia di sé.

Inoltre, per capire se il visitatore ha poi comprato o desidera comprare i nostri vini, dovrei fare un test. Non solo, dovrei ripetere questo test almeno ogni mese per un anno, per non farmi venire il dubbio che, il successo o l'insuccesso della prima volta è dovuto al caso.

Quale test?
Ammettiamo che si lanci un gioco: "Ordina due Casse di Pinot Nero Ruttars entro sabato alle 12.00 al numero dell'ufficio quotando la frase del post di oggi e riceverai 3 bottiglie di Pinot Grigio in omaggio".
Se i telefoni iniziano a squillare ho fatto bingo. Ma se non iniziano a squillare devo riproporre il gioco per almeno altre 4 volte e poi Puiatti prenderà una decisione. è insomma un investimento a lungo termine.

Torniamo alla domanda in apertura: condividete? Siete scettici? Personalmente, ritengo che il nuovo corso di internet sarà fortemente caratterizzato (e per davvero, questa volta) dalla necessità di instaurare relazioni solide tra aziende e privati, tra aziende ed aziende, tra privati e privati.

Come potrà aiutare in questo un blog, dipende da come saremo in grado di usarlo e non parlo ovviamente delle skills tecnologiche, quanto piuttosto delle capacità -individuali e aziendali- di provare empatia oltre che rispetto per i nostri interlocutori.

Banale, dite?
Eppure stiamo parlando di qualcosa che richiede e richiederà un salto culturale ed emozionale, un doppiare le Colonne d'Ercole, per mantenere la metafora in apertura.
Perché non iniziare ora? Perché non offrire alla vostra azienda una chance in più di vantaggio competitivo?

Perché non lasciare ai posteri un'eredità migliore di quella che abbiamo trovato noi?
Non vi poniamo domande retoriche, piuttosto vogliamo offrirvi uno spunto di riflessione sul fatto che non esiste alcun motivo per rifiutare a priori o non prendere in considerazione ognuna delle domande appena poste.
Nulla vieta, infatti, di affiancare all'attuale conduzione aziendale un esperimento teorico e pratico che dia modo di scoprire e codificare anche nuove strade.

Nel caso dei blog aziendali, poi, l'esperimento è a costo praticamente zero per quanto attiene le infrastrutture tecnologiche e la curva di apprendimento per l'utilizzo dello strumento è praticamente piatta e prossima anch'essa allo zero.
L'anima, quella dovete mettercela voi.

Grazie a Daniela Zanette e all'azienda Puiatti per aver voluto condividere con i lettori di Zotware un pezzo importante della loro storia. Ci auguriamo di poter presto dedicare loro nuovo spazio per conoscere l'evoluzione della loro politica.

A corollario di questa intervista, vi lascio qualche link che vi sara' senza dubbio utile, qualora decideste di approfondire seriamente i discorsi intorno all "blogosfera":

 

BLOG NOTES E' il blog del "guru" italiano sui blog, al secolo Giuseppe Granieri. Qui, oltre a fondamentali post del padrone di casa, circa forma e sostanza dei blog, spesso si puo' rimanere graditi ospiti, lasciando i propri commenti nelle discussioni
Paolo Valdemarin's Blog Paolo e' CEO di e-vectors, l'azienda che ha collaborato con Puatti per il suo nuovo sito.
Il suo blog e' in italiano ed in inglese, date uno sguardo a entrambi perche' l'uno non e' la copia esatta dell'altro.
Potenza del blog-pensiero.
Dave Winer Dave e' CEO di USERLAND oltre che autore del piu' "antico" weblog in rete...
"Weblog" di Maurizio Dovigi, Apogeo (recensione) Weblog: dopo tanto parlarne, ecco "come si fa"

 

 
Pasquale Alfano
Redazione Zotware.com

 




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titolare Scrivimiamore.it
 
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